9 luglio 2012
«Apro? Non è più in pericolo di vita»
ALBA- Il “nuovo corso” di Apro ha compiuto un anno. Cambiamenti, obiettivi perseguiti e risultati sono stati resi noti nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto giovedì scorso, 5 luglio, presso la sede di San Cassiano, presenti il presidente Olindo Cervella, il direttore Antonio Bosio e l’amministratore unico di Apro Servizi Giancarlo Pascale.
«Dopo un anno – ha sintetizzato Cervella – possiamo dire che abbiamo preso in carico un malato gravissimo, con una prognosi assolutamente riservata, e oggi abbiamo a che fare con una persona convalescente. Non è nel pieno delle forze, ma non è più in pericolo di vita».
La terapia principale è stata quella di bloccare le “emorragie” di risorse e poi “infondere” liquidi sotto forma di nuovo capitale sociale. «A oggi – ha sottolineato Cervella – siamo passati da un’esposizione verso le banche di 4 milioni di euro a meno di 800 mila euro. Dopo un periodo in cui pareva che sarebbero state le banche ad arbitrare il nostro destino, in questo momento Apro è nuovamente in grado di autodeterminarsi per quanto riguarda le condizioni e gli istituti con cui discutere le condizioni di rapporto.
Il risanamento è stato di tale entità che anche un gruppo di dipendenti, costituiti in cooperativa, ha deciso di entrare nel patrimonio sociale dell’agenzia». Che, dopo un lungo periodo di difficoltà, chiuderà il bilancio il 31 agosto in attivo. «Non sarà una cifra molto grande – ha ricordato Cervella –, ma l’inversione di tendenza è reale».
Impossibile non parlare dei rapporti e degli sviluppi della questione Barolo. «Ci sono delle difficoltà, dei contrasti di natura economica, ma si farà tutto il possibile per giungere a una soluzione stragiudiziale delle questioni». Che hanno per oggetto la morosità di Apro Formazione, titolare di sfratto richiesto dal Comune di Barolo, contro i 441 mila euro che Apro chiede a Barolo a saldo dei lavori eseguiti nel castello da cui l’agenzia è ora stata sfrattata.
Materia di contendere sono anche 33 mesi di “impossibilità ad accedere ai locali” per i lavori in corso e di affitto comunque corrisposto e il ricorso contro il bilancio 2011, presentato da due soci: lo stesso Comune langarolo e la Marchesi di Barolo. Trattandosi di una controversia tra soci, è al lavoro un arbitro che dovrà trovare un punto d’incontro che, allo stato, non pare proprio a portata di mano. Comunque se ne riparlerà al 30 luglio e poi ci sarà tempo sino a ottobre per tentare una composizione mediata.
Ci sono novità anche per la cucina da 200 mila euro (più accessori, montaggio e messa in opera) che nel castello di Barolo Apro Formazione non userà mai più.
«Qui – ha puntualizzato il presidente Cervella – speriamo di avere modo di risolvere la situazione.
Sgombrato il campo da ogni dubbio che la cucina appartiene ad Apro Formazione, stiamo valutando un offerta, non posso entrare nel dettaglio, che ci è pervenuta da un’agenzia nazionale di formazione che potrebbe utilizzarla per allestire corsi di alta specializzazione».
Del futuro di Apro Formazione ha invece parlato il direttore Antonio Bosio. «Apro – ha sottolineato – sarà sempre di più la scuola dei mestieri. E un mezzo determinante per imparare, aggiornarsi e trovare lavoro. Chi studia in Apro trova facilmente un lavoro.
Per fare in modo di proseguire con questa situazione amplieremo l’offerta formativa, per renderla complementare alla richiesta di lavoro che giunge dalle aziende del territorio. Apro – ha concluso Bosio – si è consolidata con 79 dipendenti e un fatturato di 6.4 milioni, e si è dotata di uno strumento di codifica e controllo di tutte le procedure che è costituito dal Codice Etico dell’azienda».
il Corriere